Intermezzo bagnato (sembra talco ma non è)
12 Gennaio 2009
La prima volta.
Una prima volta c’è sempre per tutto, anche per il lubrificante. Che, va detto, appartiene alla categoria delle cose che non si comprano. Ci sono, e basta. Ma quando chi incontri non sa neanche cosa sia (o quasi), ti tocca farti coraggio. E andare in farmacia.
L’sms arriva quando sto in motorino. “Posso venire, ci vediamo tra una mezz’oretta”. Ci eravamo trovati poche ore prima su Mirc, il tuo nick era Ares18, dove 18 sono gli anni. Ma più tardi capirò che, ancora una volta, l’età sessuale è cosa ben diversa da quella anagrafica. A conti fatti, mi sentirò molto più piccolo ed inesperto di te. Scorro rapidamente nella mia mente tutti i cassetti e gli sportelli di casa. Non ho i preservativi. E di certo non potrò contare sul tuo di lubrificante, che non avrai. Mi fermo alla prima farmacia, che, neanche a farlo apposta, è in via della Conciliazione. San Pietro mi osserva. Entro e la prima cosa che faccio è quella di comprare qualcos’altro. Shampoo.
Tanto prima o poi mi servirà. E mi faccio coraggio. Mi avvicino alla cassa. Vicino alla farmacista, la proprietaria sta discutendo con due architetti il piano di ristrutturazione della farmacia. “Qui spostiamo, la vetrina la allarghiamo”, eccetera. Mentre la signora, 40 anni, solito camice bianco che fa così medico, passa lo scanner sul codice a barre dello shampoo, trovo il coraggio. “Senta, vorrei anche del lubrificante, a base acquosa”. Il tono della voce è bassino, non vorrei raggiungere gli architetti. “Ha qualche preferenza?”. Ma quale preferenza. Però ho un flash. Mi ricordo un prodotto che inizia per “K”. La farmacista si è arrampicata su una scala, mentre la sua collega discute con gli architetti di quella maledetta ristrutturazione. “Senta, potrebbe essere questo?”. “Ky”, ecco le due letterine magiche. Sì, è quello. Annuisco. La domanda che tanto temevo non c’è stata: “A cosa le serve?”. Di certo non potevo dire che mi serviva per le mani screpolate.
Tocca poi ai preservativi. Ovviamente non li compro nella stessa farmacia. Non mi va di passare per il Rocco Siffredi di turno. Esco dalla farmacia e San Pietro è sempre lì ad osservarmi. Infilo tutto sotto il sellino del motorino e vado a piazza Risorgimento. Mi aggiro tra li scaffali ma non trovo solito dispenser di plastica con le scritte piene di extra: extralarge, extraritardante, extrasensibile. Maledetto. E’ sempre ovunque. Al supermercato riescono a infilarlo tra li ovetti Kinder e le lamette Gillette Sensor. Insomma, anche stavolta devo farmi coraggio. “Scusi, dove sono i preservativi?”. “Dietro di lei”, risponde laconica un’acida farmacista coi capelli tinti. Troppa scelta. Lascio stare gli “extra” e vado sul “classic”. Sono pronto, ho tutto. Mi sta aspettando sotto casa.
La luce è soffusa, un cd della Dave Matthews Band contro i silenzi inopportuni. Osservo il tuo corpo, bacio i tuoi capezzoli, ti stringo forte. E’ una mezz’ora di passione, di baci, di odori, di lingue che si intrecciano. Un bacio forte, te ne vai. E so che non ti rivedrò.
Pubblicato il 16/11/2004 alle 13.22 nella rubrica XXX.
river.ilcannocchiale.it


13 Gennaio 2009 at 13:05
ma non si vergona? pure la foto ci ha messo! che magari credevamo che se la fosse inventata tutta sta storia…
chissà che travasi di bile gli fai venire a quell’uomo!