L’identikit del commentatore medio del river blog:
E’ gay, di età compresa tra i 19 e i 40 anni, molto spesso ha un blog suo dove parla di amori, scopate e di tutti quegli argomenti che rientrano perfettamente nei codici gay: il concerto di madonna, le smanie della britney, amici di maria de filippi, x-factor, grey’s anatomy etc. etc. Fisico curato, il 90% frequenta una palestra con estetista annesso, infatti hanno le sopracciglia sempre in ordine, dal taglio deciso e innaturale. Completamente sbarbati o al più la barba ‘alla romana’, con ricrescita inesistente. Sono soliti identificare le persone con cui hanno interagito sessualmente e non con l’iniziale del nome seguito dal punto fermo, questa è una costante. Tendenzialmente vittimisti, col pallino dell’etero e della chiesa come causa primaria della propria mancata integrazione. Giacchè rappresentano una minoranza parlano del mondo etero con gli stessi codici usati per identificare il proprio di mondo, generando in questo modo fraintendimenti e confusione. Il mondo etero esiste solo nelle loro menti perchè esso rappresenta la maggioranza e quindi non è tutelato da nessuna lobby o corporazione come la minoranza del mondo gay si ritrova ad avere. All’occorrenza si trasformano in sociologi e psicologi in grado di analizzare fenomeni umani e sociali utilizzando come solo metro di giudizio la logica. Una contraddizione in termini di cui non se ne sono mai resi conto. Tendono ad interpretare gli spot e le campagne sociali fissandosi sul dettaglio senza considerare il contesto globale e naturalmente l’interpretazione è autoreferenziale. Altra contraddizione in termini perchè gli spot non si interpretano, non sono opere d’arte, veicolano un messaggio preciso e distinto e se non si comprende sono due le cose: o non si rientra nel target di riferimento dello spot o il regista non sa di cosa sta parlando. Delle due l’una.
Tendenzialmente misogini a volte a tal punto da sfiorare una fantomatica ‘invidia della vagina’: durata dell’orgasmo maggiore, doppio orgasmo (clitorideo-vaginale), punto G, non credo che non abbiano mai fatto un pensierino in proposito. Non nascondono la propria misoginia, a volte capita di trovare qualcuno che ne vada anche fiero, ma d’altra parte additano come omofobo chiunque si azzardi a sfiorare e criticare le proprie certezze e i propri stilemi. Purtroppo i signorini ignorano sia il significato di misoginia (miseo=odiare) che quello di omofobia (fobia=paura), utilizzando entrambi in maniera impropria: ginecofobia sarebbe la risposta, ma vai a spiegarglielo.
Tendenzialmente hanno un rapporto problematico col sesso. Nel senso che ne fanno tanto e poi si lamentano che gli altri li guardano solo come pezzi di carne. Il sesso, la maggior parte della loro esistenza virtuale e reale ruota attorno all’argomento pene: lunghezza, dimensione, peso. Fisime che qualche buontempone gay ignorante a digiuno di storiografia addita alla donna. Peccato che nell’antica grecia, nell’antica roma l’omosessualità tollerata (e documentata) era solo quella maschile e l’orgasmo femminile non aveva alcuna importanza. La donna dal sesso non doveva trarre alcun giovamento. La fissazione del pene è quindi una peculiarità prettamente maschile, da camerata e spogliatoio, tant’è che sono i maschietti a imbrattare i muri della città con peni eiculanti e non le femminucce.
Caratteristica trasversale al mondo gay (che riguarda proprio tutti, non solo i riverblog fan) è il linguaggio effemminato, femminile. Mai un uomo etero si identificherebbe come una ’stronza, zoccola, troia’, più verosimilmente come ’stronzo, bastardo, coglione’. I gay invece spesso si rivolgono a sè e ai propri simili col genere femminile, cosa che le lesbiche ad esempio non fanno. Quindi sarà facile trovare gay che si identificano col genere femminile, ’pettegole, stronze, zoccole, puttane’, che non una lesbica che faccia l’opposto.
In sintesi Il gay medio riverbloggaro non è propriamente un personaggio interessante, di base è immaturo e approssimativo, progressista oltre il limite della decenza, volto più a giudicare i fenomeni che a comprenderli, fonda il dialogo su facili dicotomie che molto spesso non si risolvono mai. Moralmente passivo, eticamente inattivo non cerca mai di porsi in modo critico e costruttivo, sembra che non abbia alcun principio imprescindibile a parte l’ovvio, il palese. Insomma sembra che le sue opinioni si basino su un fac-simile.
Ma, ma, ma. Voglio essere costruttivo, come lo sono sempre stato (…), in questo marasma di blog frocettari non dissimili da quelli di certe bimbeminkia (cambia il succo ma non il registro) voglio proporre 3 blog che si allontanano fortunatamente dall’identikit stilato e regalano molti spunti di riflessione, dove la parola gay non rappresenta una condizione ma un’essenza:
Uguali Amori. Problemi familiari, rapporti sul lavoro, politica, attualità, amore e sesso. Non è una rubrica di Superquark è il blog di un certo Paolo, che da ciò che scrive e come lo scrive sembra una persona matura e riflessiva, alla ricerca di sè stesso e in contemporanea alla ricerca di capire il mondo (gay e non) che lo circonda. Molti spunti di riflessione sono interessanti, sicuramente da consultare. A tratti aleggia una certa spocchia ma sto parlando di blogger e non di premi Pulitzer. Me, myself & Milo. Persona molto acculturata, accomodante, simpatico da leggere. E’ gay ma non si nota o meglio non sembra una cosa che lo sconvolge tanto. Parole in libertà. E’ lui il vero anti River! Gli argomenti che tratta sono più o meno gli stessi che il vostro amato affronta, con la sola differenza che le sue riflessioni non sembrano fotocopiate dai libri di Moccia e dalla Smemo del liceo e le incursioni nel gossip non hanno quel sapore di ‘lo so solo io’, mentre gli argomenti e le foto un po’ così, un po’ strane, sono presentate in maniera simpatica e disimpegnata e non hanno quel sapore de ‘ma guarda che ho trovato’ spiattellato lì per il voyerismo del lettore. E non si toccano mai argomenti ultra delicati. Insomma un River ripulito da tutti i difetti. Perfetto.
Indovina chi
6 Settembre 2008
L’identikit del commentatore medio del river blog:
E’ gay, di età compresa tra i 19 e i 40 anni, molto spesso ha un blog suo dove parla di amori, scopate e di tutti quegli argomenti che rientrano perfettamente nei codici gay: il concerto di madonna, le smanie della britney, amici di maria de filippi, x-factor, grey’s anatomy etc. etc. Fisico curato, il 90% frequenta una palestra con estetista annesso, infatti hanno le sopracciglia sempre in ordine, dal taglio deciso e innaturale. Completamente sbarbati o al più la barba ‘alla romana’, con ricrescita inesistente. Sono soliti identificare le persone con cui hanno interagito sessualmente e non con l’iniziale del nome seguito dal punto fermo, questa è una costante. Tendenzialmente vittimisti, col pallino dell’etero e della chiesa come causa primaria della propria mancata integrazione. Giacchè rappresentano una minoranza parlano del mondo etero con gli stessi codici usati per identificare il proprio di mondo, generando in questo modo fraintendimenti e confusione. Il mondo etero esiste solo nelle loro menti perchè esso rappresenta la maggioranza e quindi non è tutelato da nessuna lobby o corporazione come la minoranza del mondo gay si ritrova ad avere. All’occorrenza si trasformano in sociologi e psicologi in grado di analizzare fenomeni umani e sociali utilizzando come solo metro di giudizio la logica. Una contraddizione in termini di cui non se ne sono mai resi conto. Tendono ad interpretare gli spot e le campagne sociali fissandosi sul dettaglio senza considerare il contesto globale e naturalmente l’interpretazione è autoreferenziale. Altra contraddizione in termini perchè gli spot non si interpretano, non sono opere d’arte, veicolano un messaggio preciso e distinto e se non si comprende sono due le cose: o non si rientra nel target di riferimento dello spot o il regista non sa di cosa sta parlando. Delle due l’una.
Tendenzialmente misogini a volte a tal punto da sfiorare una fantomatica ‘invidia della vagina’: durata dell’orgasmo maggiore, doppio orgasmo (clitorideo-vaginale), punto G, non credo che non abbiano mai fatto un pensierino in proposito. Non nascondono la propria misoginia, a volte capita di trovare qualcuno che ne vada anche fiero, ma d’altra parte additano come omofobo chiunque si azzardi a sfiorare e criticare le proprie certezze e i propri stilemi. Purtroppo i signorini ignorano sia il significato di misoginia (miseo=odiare) che quello di omofobia (fobia=paura), utilizzando entrambi in maniera impropria: ginecofobia sarebbe la risposta, ma vai a spiegarglielo.
Tendenzialmente hanno un rapporto problematico col sesso. Nel senso che ne fanno tanto e poi si lamentano che gli altri li guardano solo come pezzi di carne. Il sesso, la maggior parte della loro esistenza virtuale e reale ruota attorno all’argomento pene: lunghezza, dimensione, peso. Fisime che qualche buontempone gay ignorante a digiuno di storiografia addita alla donna. Peccato che nell’antica grecia, nell’antica roma l’omosessualità tollerata (e documentata) era solo quella maschile e l’orgasmo femminile non aveva alcuna importanza. La donna dal sesso non doveva trarre alcun giovamento. La fissazione del pene è quindi una peculiarità prettamente maschile, da camerata e spogliatoio, tant’è che sono i maschietti a imbrattare i muri della città con peni eiculanti e non le femminucce.
Caratteristica trasversale al mondo gay (che riguarda proprio tutti, non solo i riverblog fan) è il linguaggio effemminato, femminile. Mai un uomo etero si identificherebbe come una ’stronza, zoccola, troia’, più verosimilmente come ’stronzo, bastardo, coglione’. I gay invece spesso si rivolgono a sè e ai propri simili col genere femminile, cosa che le lesbiche ad esempio non fanno. Quindi sarà facile trovare gay che si identificano col genere femminile, ’pettegole, stronze, zoccole, puttane’, che non una lesbica che faccia l’opposto.
In sintesi
Il gay medio riverbloggaro non è propriamente un personaggio interessante, di base è immaturo e approssimativo, progressista oltre il limite della decenza, volto più a giudicare i fenomeni che a comprenderli, fonda il dialogo su facili dicotomie che molto spesso non si risolvono mai. Moralmente passivo, eticamente inattivo non cerca mai di porsi in modo critico e costruttivo, sembra che non abbia alcun principio imprescindibile a parte l’ovvio, il palese. Insomma sembra che le sue opinioni si basino su un fac-simile.
Ma, ma, ma. Voglio essere costruttivo, come lo sono sempre stato (…), in questo marasma di blog frocettari non dissimili da quelli di certe bimbeminkia (cambia il succo ma non il registro) voglio proporre 3 blog che si allontanano fortunatamente dall’identikit stilato e regalano molti spunti di riflessione, dove la parola gay non rappresenta una condizione ma un’essenza:
Uguali Amori. Problemi familiari, rapporti sul lavoro, politica, attualità, amore e sesso. Non è una rubrica di Superquark è il blog di un certo Paolo, che da ciò che scrive e come lo scrive sembra una persona matura e riflessiva, alla ricerca di sè stesso e in contemporanea alla ricerca di capire il mondo (gay e non) che lo circonda. Molti spunti di riflessione sono interessanti, sicuramente da consultare. A tratti aleggia una certa spocchia ma sto parlando di blogger e non di premi Pulitzer.
Me, myself & Milo. Persona molto acculturata, accomodante, simpatico da leggere. E’ gay ma non si nota o meglio non sembra una cosa che lo sconvolge tanto.
Parole in libertà. E’ lui il vero anti River! Gli argomenti che tratta sono più o meno gli stessi che il vostro amato affronta, con la sola differenza che le sue riflessioni non sembrano fotocopiate dai libri di Moccia e dalla Smemo del liceo e le incursioni nel gossip non hanno quel sapore di ‘lo so solo io’, mentre gli argomenti e le foto un po’ così, un po’ strane, sono presentate in maniera simpatica e disimpegnata e non hanno quel sapore de ‘ma guarda che ho trovato’ spiattellato lì per il voyerismo del lettore. E non si toccano mai argomenti ultra delicati. Insomma un River ripulito da tutti i difetti. Perfetto.
Filed in Comments, Gay-ish, Personaggi, Senza Categoria
Tags: blog, commentatori, gay, milo, parole in libertà, uguali amori