Due pesi due misure

16 Luglio 2008

Yomo River se fosse un giornalista come si deve, invece di offendere la categoria con ogni sua affermazione, sparerebbe meno cazzate stando attento a ciò che millanta di sapere. Che sia una persona che parla ad cazzum è lui stesso a confermalo con i suoi magnifici articoli.

Come prima cosa dovrebbe spiegare ai propri lettori perché si scoccia quando questi gli ricordano che fotografare persone anonime in giro per la città non è propriamente una cosa carina e soprattutto legale mentre quando sono i commentatori che fanno qualche nome di qualche gay famoso non dichiarato lui sta lì felino pronto a zittirli e riprenderli. Per quanto riguarda il primo caso, sta lì spocchiosamente a precisare che:

Risponderò questa volta, e non altre, perché l’argomento non mi appassiona. La denuncia sarà inoltrata alle autorità americane. Il sito “River-blog”, che è stato registrato in America, si trova fisicamente negli Usa, per l’esattezza presso un server di Los Angeles. Il resto sono congetture.

A ciò aggiunge:

Significa che River rispetta le leggi americane in materia di privacy. Il che vuol dire che tutto ciò che appare nei luoghi pubblici può essere fotografato. Ti faccio l’esempio di Google e della sua nuova Street View. Se ti vuoi fare una cultura qui trovi diversi link (http://scobleizer.com/2007/05/30/boingboing-reader-demonstrates-misunderstanding-of-privacy/).

Mentre nel secondo caso, addirittura si spreca:

Ti rispondo, da giornalista che ha avuto a che fare con queste problematiche.

1) Questione privacy: diffondere dati relativi alle “abitudini” sessuali delle persone è vietato. E’ consentito in casi di cronaca, da parte di giornalisti, e soltanto se questo particolare è rilevante ai fini della notizia. Esempio: “un banchiere arrestato per bancarotta”. Se scrivi è gay, è irrilevante. “Uomo uccide la moglie”: se scrivi che è gay ha senso

2) Questione “verità”: se tu sostieni che x sia gay, e hai delle prove, se ne puo’ parlare. ma devono essere foto chiare e inconfutabili. Foto. Un documento di matrimonio gayo all’estero. Non basta la tessera di Muccassassina.

Quindi, oggi, dire che qualcuno è gay è una calunnia.(diffamazione ignorante)

Allora, ricapitolando per bene: nel caso degli anonimi che vengono fotografati dal suo occhio pervertito non c’è reato perché il suo server sta a Los Angeles e rispetta le leggi americane, mentre né lui né chi di per lui può dire che qualche vips è gay altrimenti rischia la querela. Ma secondo quale legislazione questa volta? Ma quella italiana ovviamente! Se sei anonimo e la tua foto sta sul River blog devi sorbirti la trafila delle autorità americane, mentre se sei famoso e qualcuno dice che sei gay ti becchi una denuncia italianissima. Oddio che coerenza. Nel caso degli anonimi River veste i panni del blogger gay anonimo non dichiarato, mentre nel caso dei vips presunti gay veste i panni del giornalista, infatti quel che lui cita non è altro che il Codice Deontologico del Giornalista relativo al trattamento dei dati personali precisamente all’articolo 5 e all’articolo 11. Eppure per quest’altro post non s’è assolutamente preoccupato cosa affermasse a riguardo il Codice Deontologico all’articolo 8 relativo alla tutela della dignità della persona. Infatti l’unica cosa che River è interessato a tutelare è la gaiezza sua e quella dei vips, mentre se ne sbatte degli anonimi e delle povere signore che finiscono malmenate su youtube. Quindi qualche suo lettore dovrebbe dirgli: “Caro River, deciditi o fai il frocio con tutti o con nessuno, o fai il giornalista con tutti o con nessuno”. Altrimenti si dirà in giro che i giornalisti gay non possono esistere perché sono di parte più degli altri.

Ma andiamo con calma, seguiamo comunque le indicazioni di Yomo River per quanto riguarda gli ANONIMI. Sul link che consiglia di visitare trovo un altro link che ben riassume in cosa consiste il diritto alla pubblicazione e al copyright che dice riguardo la pubblicazioni di foto per uso non commerciale: Il diritto alla pubblicazione non concerne usi informativi o editoriali. Anche se i rischi di avvalersi dell’uso editoriale dell’immagine di una persona possono essere minori rispetto all’uso commerciale, si potrebbe comunque correre un rischio se la persona viene messa in ridicolo o viene presentata in modo diffamatorio. Quindi non si fa.

La legislazione americana in proposito non presenta molte differenze con quella italiana riguardo la Protezione del diritto d’autore e di altri diritti connessi al suo esercizio, di cui ho parlato già in quest’altro post. Entrambe infatti affermano che la pubblicazione senza consenso di immagini che ritraggono persone anonime ma identificabili non deve essere fatta se questa pregiudica l’onore, la reputazione e il decoro delle persone ritratte. Ricordo ancora una volta che Yomo River si diverte a pubblicare immagini di ragazzi nudi, video di persone che uccidono, foto di gente stecchita o in procinto di passare a miglior vita. Oltre che precisare nel suo Disclaimer che la navigazione del sito è consigliata ad un pubblico maggiorenne.

E anche per la legge americana la diffamazione ci sta tutta. Il diffamante però se ne può uscire pulito affermando che la sua era stata solo negligenza e che una ‘persona ragionevole’ non avrebbe mai pubblicato una cosa del genere. Yomo River avrebbe però più problemi a dimostrare la sua buona fede su un altro tipo di reato che la legge statunitense pure contempla: “Intrusion into seclusion” ovvero l’intrusione nell’isolamento che dice:

L’intrusione nell’isolamento si ha quando ci si intromette nella solitudine o nell’isolamento di un’altra persona o nei suoi affari privati o nelle sue preoccupazioni, se l’intrusione risulta estremamente offensiva per una persona ragionevole. Generalmente riguarda i paparazzi che fotografano celebrità, ma copre anche alcune ragionevoli aspettative nell’intrusione della privacy altrui. Se la persona che ha subito questa intrusione da il consenso, ovvero da il permesso di scattare una sua foto o di scrivere su di lui si può avere una difesa contro eventuali problemi legali.

Ma vediamo come il caro derivato del latte si è intromesso nella vita dei vari ignari anonimi:

Qui  un ignaro che fa colazione al bar. Nei commenti c’è gente che si arrapa e fa battutine a doppio senso; quest’altro sta evidentemente pensando ai cazzi suoi, altro commento sull’aspetto, qui addirittura c’è il club delle cagnette fameliche, un’altra invasione nei cazzi altrui, ed eccoci all’angolo del feticista, ma qualcuno che rinsavisce c’è, mentre qui c’è addirittura un pedinamento in atto! E l’insinuazione sulla gheitudine volevamo scordarcela? E la morbosità? La fissazione? Un supermercato di emozioni la categoria degli Anonimi, oltre la carne da macello esposta.

Mentre riguardo l’altro fronte del non si deve sapere in giro che tizio famoso è gaio fortunatamente c’è qualche persona intelligente che frequenta il suo blog e da delle notizie davvero interessanti:

«Nella società attuale non è né culturalmente né giuridicamente giustificato alcuno stigma in relazione all’omosessualità o all’essere omosessuale». Ciò che va tutelato, dunque, è solo la «libertà di un individuo di fare pubblica dichiarazione della propria omosessualità o meno, e non la segretezza dell’omosessualità, che costituirebbe, invece, uno stigma aggiuntivo».

Lo scrivono i giudici della seconda sezione civile d’appello di Milano nel motivare la sentenza con cui, riformando il verdetto di primo grado, hanno assolto la giornalista del Corriere della Sera Lina Sotis e l’allora direttore Ferruccio De Bortoli, accusati entrambi di illecita diffusione di notizie riservate su Angelo Villa (noto chirurgo plastico che si era attribuito l’intervento di lifting di Silvio Berlusconi salvo poi smentirlo), in passato convivente di Maurizio Vanadia, poi marito di Marina Berlusconi.

Quindi il caro Yomo River deve capire che nello sparare emerite cazzate confutabili si rischia una grande figura di merda e che deve decidersi per una buona volta cosa cazzo essere. Se un omosessuale o un giornalista e trattare le notizie tutte allo stesso modo, non chi più chi meno, se ha un buon conto in banca o no.

Ma quanto mi fa ridere Yometto!! Che comicità.

 Ps: per chi fosse interessato i server di WordPress.com sono tutti negli Stati Uniti e anche lì c’è la loro sede amministrativa e legale.

One Response to “Due pesi due misure”


  1. [...] autorità possa avere per dire certe cose. Nulla ovviamente). E me ne dispiaccio perchè vista la sua coerenza e quella dell’Arcygay (di cui ha avuto premura di riportare la questione, lui, il [...]


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